CONCLUSIONE

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Quando si parla di armi e di guerra è doveroso ricordare che si tratta sempre di un evento spiacevole. Le necessità geopolitiche (a volte discutibili) che rendono necessario l'utilizzo della forza non sono comunque oggetto di questa ricerca. La morte anche di un singolo individuo, comunque essa avvenga, è sempre e comunque un evento negativo.

E' necessario ricordare gli accordi e le convenzioni internazionali hanno tentato di proteggere i civili e i non-combattenti dal flagello della guerra. Il pericolo principale derivante dall'utilizzo di armi all'uranio impoverito risiede negli effetti a lungo termine sui militari impiegati nello scenario di guerra e in misura ancora maggiore per le popolazioni che vivono o vivranno in quei territori. 

Dall’analisi dei dati in letteratura riferiti al DU, se ne deduce, abbastanza banalmente che esso sia tossico da un punto di vista chimico e radiologico. C'è chi sostiene che le morti per incidenti stradali siano di gran lunga superiori a quelle per DU anche se chiaramente di impatto mediatico inferiore poiché considerate ormai "ordinarie". Nonostante la NATO e alcuni scienziati tendano a minimizzare i rischi derivanti dall'uso di uranio impoverito, il dibattito sull'utilizzazione del DU non può ritenersi affatto concluso.

Questo ipertesto è stato realizzato con l'intento di scoprire qualcosa di più su quelle armi particolari, dette non convenzionali, che oggi sembrano troppo spesso utilizzate per danneggiare le popolazioni vinte anche e soprattutto dopo che la conclusione dei conflitti.